Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in

Tags

campania, cibo, degustazioni, dop, emilia romagna, enogastronomia, eventi, evento, evento travel, food, langhe, lazio, lombardia, musica, napoli, news, news travel, olio, parchi, parchi italiani, parchi regionali, piemonte, puglia, sicilia, strade del vino, strade del vino toscana, toscana, travel, trentino, trentino alto adige, trento, turismo, turismo enogastronomico, umbria, veneto, verona, viaggi, viaggi enogastronomici, vino

Home > Travel

L’Amiata lancia un grido d’allarme

di Enzo Zappalà

Il Monte Amiata è qualcosa di più di un vulcano spento. E’ lo sfondo dei più suggestivi e affascinanti paesaggi toscani. Gli uliveti e i vigneti di Montalcino, dell’Orcia, del Montecucco, fino al Chianti meridionale traggono forza, passione, vigore da quel profilo calmo e possente che domina da lontano.

Avvicinandosi, si sente ancora di più il carisma del gigante. I boschi si fanno prima fitti di castagni per poi allargarsi nel silenzio degli altissimi faggi. Un polmone verde che si sente respirare e inviare tutt’attorno il fiato insostituibile di cui si nutre un’agricoltura millenaria. Formaggi che sanno di erbe montane, oli severi, sapidi e potenti, vini sanguigni a cui il suolo lavico dona un’impronta indelebile. Castelli nascosti, pievi, borghi arroccati alle falde del gigante, vivono sotto la sua ombra sicura e paziente. Sembra che dagli etruschi il tempo non sia passato.

Eppure il vulcano sta soffrendo anche se cerca di non mostralo ai suoi figli prediletti. E’ stato colpito nella sua essenza più profonda. Le acque che dissetavano i campi, gli abitanti, le vigne, gli uliveti, i castagni sono state duramente colpite dalla faccia più squallida dell’essere umano: l’ingordigia. Sono bastati pochi alibi ipocriti, come le solite parole che tanto piacciono ai media (energia rinnovabile, ecologia, sostenibilità, assenza del nemico del secolo, la terribile e mostruosa anidride carbonica) ed ecco che le trivelle, le pompe, la tecnologia meravigliosa del ventunesimo secolo sono passate all’azione.

L’Amiata è un vulcano ormai dormiente che ancora porta i segni di un glorioso passato geologico. Riserve di acqua calda si annidano nelle profondità del suolo. Ed allora viva le centrali geotermiche, lo sfruttamento del calore interno. Calore pulito, puro, senza anidride carbonica. Che fortunati gli abitanti di quegli splendidi luoghi! La bellezza della natura accoppiata alla perfezione della fonte energetica. E i media fanno la loro parte per convincere, per nascondere la polvere sotto al tappeto.

E invece no! L’energia geotermica è subdola, maligna, distruttrice. Chiedete a chi ci è vissuto vicino, leggete gli studi approfonditi che sono stati resi pubblici e mai ascoltati. Sì, è vero, non produce il gas della “vita” (ops, scusate, della “morte”) la CO2, ma qualche altra sostanza solo “lievemente” tossica. Nelle 32 centrali geotermiche toscane (di cui 5 alle falde dell’Amiata) vengono inseriti ogni anno nell’atmosfera, nei campi, nelle vigne e negli uliveti: 28.599.575 Kg di acido solfidrico, 264,26 Kg di arsenico, 3.360 Kg di mercurio, 69.944 Kg di acido borico, più piccole quantità di cancerogeni come il cadmio e il cromo, per non parlare dell’ammoniaca e del metano. Però, udite, udite, nessuna traccia di anidride carbonica.

Viva il geotermico e abbasso il Riscaldamento Globale (sì, ma dov’è finito da 15 anni a questa parte?). Una grande industria energetica guadagna però molto da questo sfruttamento e non è difficile conquistare l’appoggio delle amministrazioni locali, sempre in crisi finanziaria. E sembra che poco importi che le falde acquifere meno profonde siano state messe in contatto con quelle più profonde, sature degli elementi poco prima citati. E nemmeno che alcune chiare segnalazioni siano già state fatte circolare da più di sei anni, tipo la seguente: “Relativamente al parametro boro la popolazione deve essere informata che, in via precauzionale, il consumo dell’acqua da bere non è consigliato ai soggetti di età inferiore ai 14 anni”. Meno che mai che l’acqua potabile sia stata classificata di livello A3, il peggiore in assoluto che richiede “trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione”.

Non paga di quest’opera ecologica meravigliosa, la grande industria vorrebbe aprire una nuova centrale, sempre nell’Amiata. Questa volta, però, gli abitanti si sono ribellati e hanno gridato la loro rabbia pubblicamente! I media non hanno probabilmente tempo per affrontare questo secondario problema ed è molto meglio far sapere che la neve e il gelo di questi giorni è comunque colpa del Riscaldamento Globale e della CO2. Che il Monte Amiata se la sbrighi da solo. Cosa può importare la distruzione delle falde acquifere e qualche gas tossico in giro per le campagne, i vigneti e gli uliveti? L’importante è che vi siano soldi che girano, sempre e soltanto nelle solite tasche.

Chi ama il vino della Toscana, il suo olio sopraffino, i suoi paesaggi, i suoi fiumi, i suoi castelli e la sua gente sincera e sanguigna, non stia zitto. Chi non si fida di me, vada a cercare sul web, vada a leggere le conclusioni di uno dei massimi geologi e vulcanologi italiani (Andrea Borgia), e troverà tutte le prove di quanto ho detto. Io sono a vostra disposizione per qualsiasi aiuto.

Cerchiamo di aiutare un territorio che ha dato e continuerà a dare meraviglie al gusto, all’olfatto, alla vista e non solo. Il vecchio vulcano è saggio e paziente. Ma non vorrei che il suo brontolio sommesso si trasformasse in un urlo spaventoso. Dai giganti ci si può aspettare di tutto!

Letto 953 volteLeggi tutto[0] commenti
Pubblicità Risorse Interagisci

 feed rss area travel

Articoli correlati: Area Travel

  • Spoleto e il Vino: Taglio del nastro e...
    Luigi Bellucci in Viaggi enogastronomici

    Pubblicato il: 28 gennaio 2012 alle 19:22

    La Conferenza Stampa Alle undici siamo tutti nella ex chiesa dei Santi Stefano e Tommaso, a ridosso dell’ex anfiteatro romano e di Piazza Garibaldi, nella parte Nord di Spoleto. Per arrivarci dall’Hotel dei Duchi, dopo la sontuosa colazione con caffè, latte, insaccati, uova, marmellate, pasticcini, yoghurt e frutta e spremuta, si passa in Piazza della...

    letto [1429] volteLeggi tutto[0] commenti
  • A proposito di Qualità dell'Olio
    Luigi Bellucci in Viaggi enogastronomici

    Pubblicato il: 14 gennaio 2012 alle 18:39

    Ho conosciuto Luciano a Sorrento nel 2010 per la selezione finale dell’Ottavo premio Sirena d’Oro per i migliori oli extra vergine a Denominazione di Origine Protetta. Luciano presiedeva il folto panel di assaggio. Basta leggere il suo curriculum in quarta di copertina di questo testo appena uscito per rendersi conto che si ha a che fare con un vero...

    letto [3466] volteLeggi tutto[0] commenti
  • Rosati di Puglia: Graziano e Francesco,...
    Luigi Bellucci in Viaggi enogastronomici

    Pubblicato il: 09 gennaio 2012 alle 20:05

    Graziano e i segreti di nonna Costanza Stasera al Relais La Fontanina Francesco ed Evelyn, con nonna Lucia, mamma Immacolata e papà Nicola e con i loro collaboratori in cucina (Graziano, Lorenzo, Antony, Angelo e Vito) e in sala (Renato, Domenico, Carmine e Giancarlo) hanno deciso di farci vedere i fuochi d’artificio, a ritmo di jazz, come ama dire Graziano che...

    letto [9351] volteLeggi tutto[0] commenti
  • Il Carnevale
    Pier Luigi Nanni in Travel

    Pubblicato il: 09 gennaio 2012 alle 01:02

    Il periodo che precede la quaresima, appunto il carnevale, ha origine da antiche usanze pagane, i lupercoli, cioè riti di purificazione del quindici febbraio e celebrati dai sacerdoti “luperci”. Inoltre, i saturnali, in quanto festa popolare dell’antica Roma, in onore di Saturno che dal 17 al 23 dicembre annullava le barriere sociali e servili: il...

    letto [1869] volteLeggi tutto[0] commenti
  • Luoghi della Memoria: Genova e dintorni
    Luigi Bellucci in Viaggi enogastronomici

    Pubblicato il: 31 dicembre 2011 alle 13:59

    Tutti noi siamo spesso in cerca di qualcosa che ci riporti a una genuinità e a una freschezza di vita antiche. Qualcosa che ci fa star bene, che ci fa sentire puliti. Sono luoghi o momenti o situazioni in cui talvolta capitiamo per caso, oppure che andiamo volutamente a cercare perché ne abbiamo un bel ricordo. È ciò che io chiamo un “luogo...

    letto [1807] volteLeggi tutto[0] commenti
  • Choco La Thuile: Brera, Cantamont e i 91...
    Luigi Bellucci in Viaggi enogastronomici

    Pubblicato il: 24 dicembre 2011 alle 19:49

    Il menù al cioccolato Torniamo verso il centro coprendoci bene per i dieci gradi dell’aria, nonostante il sole caldo sopra di noi. Gianni e Lucia rientrano a Courmayeur, una parte di noi si ferma all’Eden, un’altra parte torna al Miramonti. Fino alle sei siamo liberi, poi si dovrebbe andare a fare delle riprese dall’alto. In realtà...

    letto [2677] volteLeggi tutto[0] commenti