Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in

Tags

agricoltura, alimentazione, campania, chef, cibo, cucina, dieta, emilia romagna, enogastronomia, esoterismo, evento, fantasie, filosofia, food, formaggi, gastronomia, genova, liguria, lombardia, magia, milano, miti, mitologia, news, pesce, piemonte, prodotti tipici, psicologia, racconti, ricette, salute, scuola di cucina, sicilia, storia, storie, stregoneria, toscana, veneto, vino

Home > Food

Pasta alla Griscia o Amatriciana?

di Enrico Tournier

Sembrerebbe un assioma ‘’ Più la ricetta è semplice, più è tecnica. Meno prodotti la compongono, maggiore deve essere la loro qualità’’.

La ricetta, per 6 persone:
Spaghetti 600
Guanciale 200
Olio
Pecorino 100
Sale

Dorare il guanciale nell’olio. Saltare la pasta nel fondo e guarnire col formaggio. Semplice e diretta, se non fosse che questa ricetta ha una passato e una storia da raccontare legata alle persone, ai prodotti, al lavoro, agli affetti e alla nostalgia e anche alla tecnica di preparazione.

La ricetta nasce a Grisciano nel comune di Accumoli, vicino ad Amatrice. Il periodo probabile è verso al fine del 1200. E’ legata alla transumanza (Pastori d’Abruzzo di classica memoria). L’aggiunta del pomodoro trasformerà la griscia in amatriciana, comunque la ricetta è sempre abruzzese, non romana. Il paese di Amatrice rimarrà abruzzese fino al 1927 quando, col la formazione della provincia di Rieti, entrerà a far parte dell’alto Lazio.

Quali prodotti potevano portare, negli zaini, i pastori durante la transumanza? Le madri e le mogli mettevano quel poco che avevano: guanciale stagionato, olio, formaggio pecorino, sale e pasta.


Analisi dei prodotti

Per le ricette regionali si dovrebbero usare i prodotti della regione in abbinamento con i vini della regione:

  • Il guanciale è ottenuto effettivamente dalla gota ( muscolo massetere) del maiale, messo sotto sale per quattro o cinque giorni, dipende dalla temperatura. Viene speziato con pepe nero e quindi leggermente affumicato al fumo di quercia, sempre per la conservazione. Ha la caratteristica di avere un tessuto che lo consideriamo, in cucina, una fusione di proteina e grasso ( connettivo) dora in padella e rilascia poco grasso senza diventare stopposo, ma croccante. A differenza della pancetta che cuocendo scioglie il grasso e indurisce la carne
     
  • Il pecorino è quello dei Monti Sibillini e della Laga fatto con latte crudo di una particolare pecora, la ‘’ soppravissana’’ . Ha i profumi delle erbe montane accentuati dal fatto che è in uso mettere un mazzetto timo serpillo e maggiorana durante la prima cagliatura. Viene stagionato per diversi mesi.
     
  • La pasta, siamo in Abruzzo, i maccheroni alla chitarra è il prodotto simbolo della regione. Una volta la chitarra portava corde di budello sostituite poi successivamente con corde di acciaio. Esiste anche un altro strumento, un mattarello con zigrinature per ottenere lo stesso tipo di pasta, chiamata in questo caso tonnarelli.
     
  • L’olio è prodotto prevalentemente da olive delle varietà Gentile di Chieti, Leccino e Dritta. Ha un colore verde con riflessi dorati, di odore fruttato ed erbaceo, anche il sapore è fruttato, leggermente amaro e piccante


Analisi della ricetta


  • Il guanciale è tagliato a julienne sottile, per accompagnare la pasta che anch’essa è lunga. Se fosse accompagnato con pasta corta si sarebbe tagliato a cubetti. Viene semplicemente dorato in padella con un velo d’olio, in attesa che la pasta cuocia. Rilascerà durane la cottura un poco di grasso profumato e passerà dall’aspetto trasparente a quello leggermente dorato. Va cotto a fuoco basso.
     
  • Nella padella del guanciale si aggiunge la pasta cotta abbastanza al dente e si rifinisce a riso con acqua di cottura. Lo scopo è quello di far perdere amido che servirà sia come legante ed anche per assorbire il sapore e il profumo del guanciale. A questo punto si toglie la padella dal fuoco e si fa intiepidire a circa 60°C, questo per non coagulare il formaggio. Il fondo di cottura deve essere abbastanza umido. Nel caso aggiungere ulteriore acqua di cottura
     
  • Quindi si manteca col formaggio che legherà tutti gli ingredienti formando la salsa.
Letto 637 volteLeggi tutto[0] commenti
Pubblicità Risorse Interagisci

 feed rss area food

Articoli correlati: Area food

  • Quantocòsta Questokòbe
    Stefano Caffarri in L'astice è stopposo

    Pubblicato il: 23 luglio 2010 alle 08:43

    Dicono la crisi, ma per trovare posto per sei il sabato sera devo spazzolare la rubrica delle mie Tavole preferite, almeno tra quelle non troppo lontane. Poi un Oste particolarmente affabile mi dice "Glielo arrangio". Concordiamo l'orario, e andiamo. Posto sconosciuto dunque: ma l'Oste è bravo, ci sa fare. I salumi non sono le solite controfigure di salume a...

    letto [1526] volteLeggi tutto[3] commenti
  • Come stare tranquilli e godersi le...
    Enzo Zappalà in Food

    Pubblicato il: 20 luglio 2010 alle 12:03

    Alghero: una delle perle della Sardegna… ma che caos! Le spiagge cittadine sono intasate, il traffico congestionato e non sembra quasi di essere nella sublime e arcaica Sardegna. Eppure le meraviglie sono vicinissime. E non solo il celeberrimo e incombente Capo Caccia con le sue grotte di Nettuno. Anche lì fin troppi turisti. Basta spostarsi verso la suggestiva...

    letto [1133] volteLeggi tutto[1] commenti
  • La carota nell'alimentazione
    Pier Luigi Nanni in Food

    Pubblicato il: 19 luglio 2010 alle 12:03

    Originaria di una vasta area compresa tra l’Europa sud-orientale e l’Asia occidentale, è una pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle ombrellifere, il cui nome scientifico è Daucus Carota. La parte commestibile è costituita dalla radice, o fittone, che può assumere varie forme quali, cilindrica, conica o rotondeggiante,...

    letto [1116] volteLeggi tutto[0] commenti
  • Riserva Fiandino: il grana del west
    Riccardo Collu in Formaggi d'Italia e del mondo

    Pubblicato il: 12 luglio 2010 alle 00:52

    Alcune innovazioni hanno radici nella storia, è il caso della Riserva Fiandino, un grana per la cui realizzazione viene usato caglio vegetale. Il caglio, o presame, in grandi linee è un enzima che funziona come catalizzatore e causa la coagulazione del latte che così varia il suo stato da sol a gel. E’ di diverse origini, più usato è il...

    letto [1461] volteLeggi tutto[0] commenti
  • 3a Edizione del Mortaio Genovese -...
    Virgilio Pronzati in Vocacibario

    Pubblicato il: 02 giugno 2010 alle 11:59

    Pesto e Basilico sinonimi di Genova e Prà. Per buongustai e gourmet, Genova è ormai sinonimo di pesto. Lo stesso Prà, per il basilico. Proprio nella piccola delegazione genovese, il basilico ha radici antiche, tanto da considerarsi l’epicentro storico e qualitativo del basilico di tutta la Liguria. Da oltre due secoli questa piantina aromatica...

    letto [5016] volteLeggi tutto[0] commenti
  • Plaisentif: La toma delle viole
    Riccardo Collu in Formaggi d'Italia e del mondo

    Pubblicato il: 24 maggio 2010 alle 00:14

    Per scoprire un formaggio non comune, a volte basta un indizio, captare per caso una notizia da un giornale qualsiasi, magari seduto in uno studio medico ad aspettare il proprio turno. Per il Plaisentif è successo così: diversi anni fa, precisamente nel 2005 un amico, Vincent, valido barman Aibes e Assaggiatore Onaf mi ha telefonato mentre era in viaggio verso le...

    letto [2542] volteLeggi tutto[0] commenti