Registrati!

hai dimenticato la password?

Inserisci il tuo indirizzo e-mail e premi invia.

ricerca avanzata

cerca in

Tags

alessandro ricci, all you can eat, artigianato, asti, ayce, balduzzi, barolo, bollicine, bottiglioni, bric, coldiretti, consumi, consumi vino, crapula, daniele tirelli, export, food, grappe, istat, leggerezza, macellaio, magna magna, micco, motta, professioni, prosecco, ristoranti, ristorazione, salone del mobile, sapori, sommelier, supermercato, vini dealcolati

Home > Autori > Marketing > Buridda Clandestina

Buridda Clandestina

Sommelier da supermarket

di Fabio Molinari

Vedremo comparire banchi d'assaggio tra gli scaffali? Vedremo balloon di plastica agitati da mani inesperte lanciare schizzi fino al reparto detersivi? Forse, se le grandi catene sapranno leggere e interpretare correttamente gli ultimi dati sulla distribuzione del vino. A dispetto dei puristi infatti il 53% degli italiani acquista regolarmente il vino al supermercato e nella grande distribuzione, contro il 22% che si serve direttamente dal produttore e solo l'11,6% che va in enoteca. Come se non bastasse, cambia anche il modo di acquistare. Sono in calo i bottiglioni prediletti dai grandi consumatori di un tempo, resta stabile il vino in bric, mentre sale vistosamente la vendita dei vini di fascia medio alta (quella sopra i 5 euro) che arriva a un + 11,1%.

Quest'ultimo dato, anche se spropositato (bisogna considerare le bottiglie regolarmente acquistate che hanno superato i 5 euro a causa di un aumento) disegna comunque una tendenza: gli italiani bevono sempre  meglio, anche se sempre meno, a livello di volumi globali. Ma soprattutto cresce l'interesse verso le Doc e Docg distribuite nei supermercati: tra gli exploit dei grandi vini spuntano infatti Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino. Una scelta comprensibile e suggestiva,  ma forse non sempre puntuale (se si pensa ai possibili abbinamenti). E' indubbio infatti il fascino che un brand prestigioso come quello di Montalcino può esercitare sul consumatore medio.

Il problema si ha quando il nostro consumatore medio, pur di fare bella figura, acquista il Brunello anche se sta andando a mangiare un bel fritto misto da un amico, obbligato da ragioni di etichetta ad abbinamenti a dir poco azzardati. La cena sarebbe invece stata salva se il consumatore, desideroso di portarsi a casa un buon vino, avesse trovato ad accoglierlo un sommelier pronto a consigliare una bella Vernaccia (giusto per restare in Toscana), decidendo di riservare il Brunello per la cena del mese dopo, quella a base di selvaggina.

Oggi, almeno nei supermercati che frequento, ancora non succede, ma presto potrebbe diventare necessario un servizio di sommellerie e la creazione di una nuova figura professionale: il sommelier da supermercato, capace di consigliare un vino in tempo record e a sua volta gestire la cantina da scaffale. E chi dice che non diventi anche un nuovo sbocco lavorativo?

Letto 4942 voltePermalink[4] commenti

4 Commenti

Inserito da Mauro Bertocchi

il 02 aprile 2012 alle 16:39
#1
Sarebbe un'idea ma dubito che la GDO sia molto interessata, frequento, come tutti, i supermercati e ogni tanto butto l'occhio al reparto vini e purtroppo devo sempre rilevare che il panorama è desolante; non che non vi si trovino a volte buone etichette di produttori seri, quello che manca totalmente è la logica: cosa me ne faccio di un Barolo di Renato Ratti o di un Tignanello al supermercato? Vorrei vedere molti più vini "intelligenti", di quelli , per intenderci intorno ai 15/20€ che invece nella maggior parte degli scaffali della GDO sono totalmente assenti. Per non parlare dei vini naturali, quelli, temo, i buyer della grande distribuzione neanche sanno che esistono.

Inserito da Luigi Bellucci

il 11 aprile 2012 alle 11:28
#2
In Francia sono ormai molti anni che non solo la GDO ma anche qualche supermercato gestito intelligentemente ha personale qualificato che aiuta nella scelta dei vini, delle zone, dei produttori. C'è da tenere conto anche della clientela che ritiene di sapere già tutto, come quel tale che nel grande ristorante (visto e sentito personalmente), dopo avere ordinato una bottiglia di Château d'Yquem (immagino per il suo "valore" elevato) esclamava, mentre il cameriere stava aprendo il nettare "MA NON E' ROSSO?" ... così va il mondo!

Inserito da Giuliano Abate

il 13 aprile 2012 alle 17:50
#3
Osservazioni corrette Fabio e già realtà in alcuni punti vendita.

Per esempio Esselunga ad Asti ha una postazione per il sommelier ( anche se non sempre presidiata) e un assortimento ampio e profondo con cartelli dei prezzi che forniscono indicazioni di massima per il servizio e l'abbinamento.

Leggevo di realtà molto ben strutturate al riguardo nelle Coop delle Marche ma la memoria non mi aiuta ad essere piú preciso.

Inserito da Francesco Petroli

il 26 aprile 2013 alle 14:55
#4
Non so com'è la situazione in altre Regioni,qui nel Lazio probabilmente siamo un po' indietro, tuttavia ho notato il netto incremento di bottiglie di fascia medio alta, con qualche piacevole sorpresa. Per quanto riguarda il servizio di un sommelier nei supermercati a Roma la vedo abbastanza dura, soprattutto in questo periodo non è da tutti pagare una figura specializzata e professionale per una clientela che molto spesso acquista senza una reale informazione.

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere registrati ed aver eseguito il login.

Se non sei ancora registrato, clicca qui.
Fabio Molinari

Fabio Molinari


 e-mail

Mi sono occupato di cibo inizialmente per il puro piacere. Avevo studiato filosofia e ai tempi mangiare e bere non andavano molto d'accordo con...

Leggi tutto...

Archivio Risorse Interagisci

 feed rss area marketing

PUBBLICITÀ Ultimi Commenti