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È una malattia molto comune, presente in tutte le regioni di coltivazione dell'olivo, provocata dal batterio Pseudomonas savastanoi.
Colpisce prevalentemente i rami più giovani della pianta, determinando la formazione di tipiche tuberosità tumorali irregolari, inizialmente piccole e di colore grigio-verde, che successivamente aumentano di dimensioni e assumono aspetto rugoso e colore bruno.
Pseudomonas savastanoi penetra nei tessuti della pianta attraverso ferite provocate da grandine, gelo, insetti, potature o altro; il suo ingresso viene facilitato dalla presenza di acqua (pioggia o forte umidità); una volta penetrato nella pianta si diffonde attraverso i vasi linfatici, andando a provocare la formazione di tumori in punti diversi della pianta.
Solitamente questa malattia non provoca danni gravi, i rami colpiti si indeboliscono o disseccano; tuttavia, con forti infestazioni ne risente la pianta intera, manifestando un deperimento generale con scarse fioriture e incompleta maturazione delle olive.
Il batterio ha un periodo di incubazione variabile da uno a più mesi a seconda delle condizioni ambientali. Ottimali sono clima umido e temperatura attorno ai 25- 30°C.
Una volta che il batterio è penetrato nella pianta, è praticamente impossibile impedirne lo sviluppo, quindi, il mezzo di lotta più efficace è rappresentato da pratiche di tipo preventivo.
In seguito a grandinate, gelate, potature o altri eventi che abbiano provocato ferite o lesioni, è opportuno disinfettarle con prodotti rameici. Il trattamento andrebbe ripetuto a distanza di una settimana.
Inoltre è importante disinfettare (con alcol denaturato o sali quaternari di ammonio) le forbici utilizzate per potare una pianta colpita, in modo tale da non passare il batterio ad una pianta sana potata con lo stesso attrezzo.
Infine è buona norma asportare e distruggere i rami colpiti dalla malattia.
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