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Amarone della Valpolicella, un anteprima da superstar: nel bicchiere, l'annata 2008

di Mariella Belloni

MappaArticolo georeferenziato

Tornata alla Gran Guardia l’Anteprima Amarone 2008 ha ribadito il successo del vino veronese.

Grande folla al battesimo dell’annata 2008 dell’Amarone della Valpolicella che si è svolto a Verona. Per quanto riguarda l’annata, mai come in questo caso la zona di produzione ha determinato differenze così evidenti in termini aromatici e di struttura, ma soprattutto di carattere e personalità.“Amaroni di eleganza e suadente armonia aromatica” . Nonostante la crisi dei mercati internazionali, l’Amarone cresce in tutto. Nel suo indiscutibile fascino ( a partire dal nome) e nelle vendite, così pure nel coinvolgimento dei produttori - una sessantina le aziende presenti nelle sale tasting.

Il successo del vino veronese più famoso nel mondo ha avuto un riscontro anche nella partecipazione dei giornalisti alla presentazione della vendemmia di tre anni fa: i giornalisti erano più di 200, una cinquantina dei quali stranieri, segno ulteriore che i mercati esteri continuano ad avere. Alla presentazione hanno partecipato Daniele Accordini, direttore della Cantina di Negrar, Eugenio Pomarici, docente dell’Università Federico II di Napoli e Davide Paolini, giornalista di Radio 24. “Il 2008 non è annoverato tra le grandi annate - dice Emilio Pedron - ma è interessante perché bisogna tener conto del fatto che l’Amarone ha due momenti fondamentali: raccolta e appassimento. Se la prima non si presenta in modo ottimale a volte è la seconda a dare esiti sorprendenti”.

Esiti che fanno dell’Amarone 2008 un vino di grande pregio, da scoprire in tutte le sue sfaccettature. Pedron ha anche ricordato Giuseppe Quintarelli - l’artista del vino italiano - morto il 15 gennaio. A lui dobbiamo riconoscere di aver creduto nell’Amarone quando pochi ci credevano”. “La filiera della Valpolicella - continua Pedron - dal vigneto al mercato è la più interessante realtà vitivinicola italiana degli ultimi 20 anni per dinamicità, complessità e sviluppo. E i numeri dicono che dal 2000 al 2011, secondo i dati forniti dal Consorzio, alle vendite di Amarone che sono passate da 5 a 12 milioni di bottiglie si è affiancata la produzione e commercializzazione del Valpolicella Ripasso che nel 2011 ha superato di poco i 20 milioni di bottiglie. Contemporaneamente, Valpolicella e Valpolicella Classico sono scesi da 50 a 25 milioni di bottiglie. “Questi numeri - ha sottolineato Pedron, sono il risultato di una straordinaria riqualificazione favorita anche da una richiesta in costante aumento”. L’attenzione alla qualità totale nella filiera ha portato anche un aumento del valore delle uve (Corvina, Corvinone e Rondinella) che si usano per creare l’Amarone da 60 milioni di euro nel 2000 a 100 nel 2010; del vino prodotto da 80 milioni nel 2000 a 140 nel 2010; delle bottiglie vendute, da 160 a 300 milioni di euro nel 2010. Nel 2011 sono state prodotte 12 milioni di bottiglie, in linea con il 2010, di grande qualità per le quali è facile prevedere ottime performance di vendita, una volta immesse sul mercato. Tutti questi numeri vanno ricondotti a una “democratica ricchezza dell’Amarone, che ha interessato oltre 6.000 famiglie - come ha sottolineato Pedron, nel territorio della Valpolicella, che ha consentito un aumento di reddito diffuso. La capacità di fare gioco di squadra ha consentito questi risultati, ora è il momento di aprire un tavolo di confronto per stabilire linee condivise sulla docg per ri-tarare le strategie. Pedron quindi si è appellato a tutti i produttori a partecipare a una discussione che deve portare a una coesione che per quanto difficile, è indispensabile”.

“E’ il frutto evidente della profonda interazione tra territorio e annata - spiega Daniele Accordini - il 2008, in effetti, non è stato climaticamente facile e i viticoltori hanno dovuto mettere tanta della loro esperienza”. Le annate calde come quelle del 2008 privilegiano maggiormente alcune tipologie di territorio rispetto ad altre. Il risultato è che i vini prodotti nelle zone dove il caldo è stato più intenso per effetto delle condizioni pedologiche “esprimono - dice Luigino Bortolazzi, presidente Assoenologi sezione Veneto occidentale - note di frutta matura, mentre quelli delle zone più fresche hanno note vegetali, sono speziati, importanti, con tannini meno maturi”.

Queste considerazioni generali portano a definire l’annata 2008 per l’Amarone della Valpolicella come molto buona, con punte di ottimo/eccellente in alcune particolari situazioni dove le intemperanze climatiche primaverili sono state controllate da una oculata gestione viticola e la cura dell’appassimento prima e della vinificazione poi hanno saputo valorizzare le diverse potenzialità territoriali.
L’Amarone 2008 prosegue il suo cammino verso uno stile filosofale, nel senso che favorisce la chiarezza di idee, la riflessione lucida e stimolante.

Colore: continua l’evoluzione di profondità dei colori che vengono mantenuti in questa annata con ottima vivacità in considerazione di acidità sostenuta e Ph.
Profumi: la lenta maturazione delle uve e una vendemmia “fresca” hanno consentito un’ottima sintesi delle sostanze aromatiche, privilegiando note fragranti di frutta rossa con frequenti sfumature balsamiche di erbe aromatiche.

Gusto: pur di fronte ad un vino ottenuto da uve soggette ad appassimento, la maturità dei tannini e l’acidità ottenuta conferiscono eleganza, finezza e una piacevole dinamicità gustativa. Un Amarone fine, elegante, capace di far emergere ed esaltare le specificità di ogni singolo territorio. Questo, in sintesi, il profilo dell’Amarone 2008, emerso dalla degustazione di circa sessanta etichette, svoltasi all’interno dell’annuale Anteptima Amarone, a Verona. Un vino da invecchiamento, per veri appassionati, da conservare in cantina con cura, in grado di evolvere nel tempo.

Tra le tante aziende presenti, da segnalare, l’azienda Bertani, Roccolo Grassi,
 Accordini Stefano, con il suo Acinatico, Le Guaite, Soraighe dal 1920, e le aziende Clementi e Rubinelli Vajol. Molto interessante il debutto di un nuovo Amarone Antichello, presentato dall’azienda Santa Sofia. Una speciale segnalazione merita l’ azienda agricola a regime biologico di Camilla Rossi Chauvenet con un Amarone che si è già fatto notare tra i migliori dell’annata 2008. Il 50% circa dei prodotti in degustazione è allo stato attuale ancora in affinamento in botte.


Fonte news: Mariella Belloni

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