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Le colline piemontesi iniziano il cammino per diventare patrimonio dell'umanità

di Redazione di TigullioVino.it

Patria di grandi vini, come Barolo, Barbaresco, Moscato, Arneis, Dolcetto e Barbera, e meta prediletta dai turisti di tutto il mondo, le colline delle Langhe, Roero e Monferratto hanno iniziato il loro cammino per diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ad Asti i vertici delle tre province interessate - Asti, Alessandria e Cuneo - hanno dato vita all’associazione “Progetto Unesco”, per unire gli sforzi per valorizzare il territorio e migliorare gli elementi utili per ottenere il riconoscimento.

Dopo la candidatura a Patrimonio Universale dell’Umanità delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, è dunque la volta di un altro storico e famoso territorio del vino italiano a puntare sull’importante riconoscimento.
“Un importate elemento che fa ben sperare in una risposta positiva - sottolinea Maria Teresa Armosino, presidente della provincia astigiana - sta nel fatto che per il 2011 è l’unica richiesta di riconoscimento su scala nazionale, presentata dal Governo italiano”. L’associazione, con sede ad Asti, una volta ottenuto il riconoscimento si trasformerà in Fondazione per promuovere tutte le iniziative inerenti al territorio che comprende 78 comuni delle province del sud Piemonte.

“I benefici che ne deriveranno - spiega Ugo Cavallera, vice presidente del consiglio regionale - sono diversi, compresa la possibilità di godere di finanziamenti mirati a migliorare le strutture ricettive ed incoraggiare la promozione turistica”. Già nel mese di giugno i responsabili ed i tecnici dell’Unesco faranno una prima visita alla zona interessata e esamineranno un voluminoso dossier illustrativo dei 78 comuni già preparato dagli uffici delle tre province.

Per le colline piemontesi, il riconoscimento sarebbe un grande traguardo ma anche una novità. Sono infatti pochi i paesaggi vitivinicoli oggi iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco: la zona dell’Alto Douro in Portogallo, i vigneti dell’isola vulcanica di Pico nelle Azzorre, la zona del Tokaj in Ungheria, quella di Saint Emilion in Francia e la valle del Medio Reno in Germania. Ultimi ad ottenere il riconoscimento sono stati i vigneti terrazzati di fronte al lago Lemano e alle Alpi, nella regione svizzera del Lavaux.


Fonte news: Winenews

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