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Back office

Sciabolare

di Filippo Ronco

Non ho mica capito tutto questo casino intorno alla partecipazione di Porthos a Semplicemente Uva, l'evento milanese organizzato da Davide Paolini. La mia reazione qualche giorno fa era stata di sorpresa, nel senso che mi pareva assurdo un clamore simile per la semplice partecipazione ad una manifestazione. Porthos da sempre partecipa a numerosi eventi, è stato spesso anche a TerroirVino, la nostra manifestazione di Genova. La partecipazione ad una manifestazione non deve sempre essere un atto politico, il portato di una presa di posizione etica, uno sciabolare.

Può anche e molto più semplicemente rappresentare un momento utile per aumentare la possibilità di sostegno al proprio lavoro. Nel caso di Porthos, per dire, la divulgazione della propria esistenza, la raccolta di qualche nuovo fedele, la vendita di un paio di abbonamenti. Non ho mai visto nessuno sollevare gli scudi perchè Porthos mette piede a Vinitaly (e ci mancherebbe..).

Le polemiche lette, i fiumi di parole dei giorni scorsi, potrebbero al limite servire a Porthos per interpretare la tendenza, moralista e censoria, che in qualche caso - questo si mi ha colpito - parte proprio dai loro lettori più fedeli. Mi sono chiesto se il clamore di oggi, Porthos non se lo sia "guadagnato" negli anni, attraverso lo spasmodico inseguimento dei propri inconfondibili tratti di elitaria nobiltà, istintiva ribellione, disperata esistenza, di fronte alla cosmogonia che ammanta la grandezza del vino. E dei suoi padri. E dei suoi mali.

Certo paradossale sarebbe scoprirsi vittime di quella stessa etica che ha rappresentato il terreno sul quale poggiare le proprie fondamenta. Base di un percorso concretamente colto, ribelle e alternativo. Ma non credo sia questo il destino di Porthos. Magari tutto questo potrà servire per rivedersi come parte di un tutto fatto di varie gradazioni di grigio, uscire da un isolamento forse in parte auto-generato per guardarsi allo specchio con maggiore distacco ed autoironia, migliorandosi ancora se possibile.

Credo che l'etica, il buongusto, la coerenza siano cose che vanno vissute interiormente ed esteriormente così come le si sentono, giorno dopo giorno, accettando sempre le conseguenze di ogni nostra scelta, giusta o sbagliata che sia, agli occhi di coloro che nel tempo abbiamo conquistato (o allontanato) con il nostro modo di essere e di agire. C'è troppa gente che si prende dannatamente sul serio, la vita è troppo breve per non viverla in modo spensierato, di quando in quando almeno.


[Foto tratta da enoicheillusioni.com]

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Filippo Ronco

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Laureato alla Facoltà di Giurisprudenza di Genova nel 2003, ho fatto pratica legale in uno studio per circa 2 anni ma non ho mai provato a dare...

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