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Vocacibario

Bolgheri presenta i suoi vini, anteprima 2008

di Virgilio Pronzati

MappaArticolo georeferenziato

Bolgheri dalla letteratura al vino, passando dal Carducci al marchese Mario Incisa della Rocchetta. Entrambi non avrebbero mai immaginato quanto il vino sarebbe stato importante per l'economia Bolgherese. Un pezzo di Toscana sebbene resa indimenticabile dai versi del grande poeta che, pur non avendo la storicità vinicola di altre importanti zone regionali, è da alcuni lustri presente nelle pagine delle più importanti riviste e guide internazionali di settore. Tutto cominciò nel periodo nefasto della Seconda Guerra mondiale, quando nel 1944, il marchese Mario Incisa della Rocchetta ebbe la geniale idea di impiantare il primo vigneto di cabernet a Castiglioncello di Bolgheri. Passerà ben 24 anni, per vedere in commercio la prima bottiglia di Sassicaia con stessa etichetta di oggi. La sua sorte per 26 anni è stata quella di un re senza corona: infatti, benché vincente in concorsi e tasting di livello internazionale era un "vino da tavola". Otterrà il blasone della doc solo nel 1994. Ma già da oltre un decennio, oltre a portare il vessillo del comune di Castagneto Carducci oltre i patri confini, ha iniziato a far proseliti. Oggi le aziende con vigneti iscritti all'Albo Bolgheri Doc sono ben 54 di cui 32 aderenti al Consorzio di Tutela.


Il debutto delle nuove annate

Dopo la significativa presenza al Vinitaly, il Consorzio di Tutela ha presentato a Bolgheri, nella propria sede di San Guido (con la regia di Paolo Valdastri pr vino) le annate che vengono messe in commercio nel corso del 2008. Attese, in particolare, quelle del 2005 del Bolgheri Rosso Superiore e, del 2006, per Il Bolgheri Rosso, nonché molti IGT (bianchi, rosati e rossi di 4 annate) di gran pregio. Ma i vini in degustazione passati al vaglio di un folto gruppo di giornalisti nostrani ed esteri, erano ben di più. Novantanove vini di 5 annate, così suddivisi: 17 bianchi del 2007 di cui 6 Doc e 11 IGT, 6 rosati 2007 di cui 4 Doc e 2 IGT, 5 rossi di cui 4 Doc e 1 IGT, 23 Bolgheri Doc Rosso 2006, 11 IGT rossi 2006, 26 Bolgheri Doc 2005 di cui 16 Superiore, 5 IGT rossi 2005, 5 rossi del 2004 di cui 4 IGT e 1 Doc Superiore, infine 1 Doc Rosso del 2003.


Le (mie) valutazioni

Dovendo fare una valutazione sui vini degustati, quelli di buon livello (eccellenti, ottimi e buoni), rappresentano circa il 47% del totale. Può sembrare un giudizio negativo, ma non lo è, in quanto in quel 47% non rientrano quei vini ancora disarmonici per gioventù (eccesso dì acidità fissa e tannicità, carenza di morbidezza) per eccesso di boisé, per il precoce imbottigliamento, ect. La degustazione ha validità nel momento in cui è fatta. E se questo metro, lo usiamo per altre manifestazioni, il risultato sarà simile. Entriamo nel dettaglio. Dei 17 bianchi 2007, risultavano due ottimi, tre molto buoni, altrettanti buoni, tre discreti e sei sufficienti; i sei rosati: due buoni, due discreti e due sufficienti. Passando ai 5 Bolgheri Rosso 2007: uno ottimo, uno buono, uno medio-buono, uno discreto (poco fresco) e uno sufficiente (troppo legno). Gli altri presentavano sentori fruttati e vegetali piacevoli e buona armonia in bocca. Di seguito 23 Bolgheri Rosso 2006, di cui tre ottimi, quattro buoni, tre discreti , 12 sufficienti e uno difettoso. C'era da sperare qualcosa di più, considerando le particolari condizioni pedoclimatiche del Bolgherese e, dall'annata 2006, che in Toscana è stata certamente buona. Meglio gli 11 IGT, di cui uno eccellente, due ottimi, tre buoni, due discreti, due sufficienti e uno disarmonico e non schietto. Ora è la volta dei 10 Bolgheri Rosso 2005. Una delle due attese annate, da cui uno molto buono, cinque discreti e quattro sufficienti. In effetti è tutto nella norma, in quanto in Toscana questa annata è da considerare mediamente buona ma non certo ottima. Entrano in scena 16 Bolgheri Rosso Superiore della stessa annata.

Esito: due ottimi, quattro buoni, sette discreti e tre sufficienti. A parte l'annata già discussa, nei discreti e sufficienti, ci si trovava alcuni già molto maturi, legnosi e poco freschi. Meglio i 5 IGT dello stesso millesimo: uno ottimo, tre buoni e uno medio-buono. Passando all'annata 2004 (4 IGT e 1 Doc), troviamo due buoni, due discreti (di cui 1 Doc) e uno sufficiente. Quest'annata ha conferito in generale, vini profumati, freschi, pieni e continui. Dulcis in fundo, l'unico Bolgheri Rosso 2003, per altro buono. Decisamente un banco d'assaggio molto interessante, dove è stato possibile fare delle comparazioni tra vini delle stesse tipologie, capire l'influenza del terroir sui vini, la caratterizzazione conferita dai vitigni di origine bordolesi, la cresciuta qualità (più omogenea da alcuni anni), e non certo ultimo, il piacere di degustare dei vini che possono confrontarsi con i cosiddetti grandi dei cinque continenti.


L'esperanto nelle vigne del Bolgherese

Dei 99 vini degustati, quelli ottenuti totalmente da vitigni italici sono solamente 10. Mentre quelli ottenuti da vitigni esteri, quasi totalmente francesi, sono risultati ben 64. Venticinque erano i vini di cui uno su tre era italiano.


I Bolgheri Doc in cifre

La superficie totale Doc è attualmente di 931.86.71 ettari, di cui 776.76.21 dei soci del Consorzio di Tutela. Nel dettaglio: Bolgheri Bianco: 61.65.60 (11.42.11 dei soci) - Bolgheri Vermentino: 39.44.87 (idem soci) - Bolgheri Sauvignon: 1.41 (1.26 dei soci) - Bolgheri Rosso: 758.24.53 (653.48.41 dei soci) - Bolgheri Sassicaia: 71.10.71 (idem soci). Di questi ettari, circa il 95% è già in produzione. La produzione: nel 2007 sono state 1.270.000 bottiglie di Bolgheri Doc delle varie tipologie, e 645.000 bottiglie di Bolgheri Rosso Superiore, per un totale di circa 2.000.000 di bottiglie. La potenzialità produttiva compresi gli IGT, si può stimare in 6.000.000 di bottiglie. Il vino che esce in commercio quest'anno (delle annate 2005 e 2006) si aggira sull'80% del potenziale. Parlando dei consumi, poco più del 30% è consumato in Italia, il restante 70% prende la strada per l'estero.


La Zonazione

Come per altre (poche ancor oggi) importanti zone vitivinicole si è sentita la necessità,
di attuare anche a Castagneto Carducci, la zonazione viticola. Un progetto finalizzato alla promozione ed al miglioramento della viticoltura del territorio di produzione della Doc Bolgheri. Il progetto voluto e cofinanziato dall'Amministrazione comunale e la Provincia di Livorno, ed iniziato nel triennio 1993-1995, sta dando i risultati voluti. Dai vigneti sperimentali - veri e propri - laboratori da cui si traggono informazioni preziose. Essendo la zona con differenti condizioni pedoclimatiche, sono stati impiantati vitigni con portinnesti per ogni tipo di suolo e di clima. Non solo. Anche una capillare ricerca di cloni dei principali vitigni che conferiscono nelle differenti zone, uve che daranno vini con ampi bouquet compositi (floreali, fruttati, speziati e balsamici) e un equilibrato sapore conferito da freschezza, sapidità, morbidezza, astringenza, struttura e persistenza. Alla direzione dei lavori, un trio di affermato prestigio e assoluta competenza, composto da Luca Toninato, Paolo Krasnig e Attilio Scienza.


I Produttori Bolgheri Doc

Antinori Agricola srl Tenuta Guado al Tasso, Bolgheri - Argentiera Soc. Agr. Srl, Donoratico - Az. Agr. A. Tringali Casanova, Castagneto Carducci - Az. Agr. Aia Vecchia, Donoratico - Az. Agr. Campo al Noce, Bolgheri - Az. Agr. Ceralti, Donoratico - Az. Agr. Enrico Santini, Castagneto Carducci - Az. Agr. Ferrari Iris e Figli, Cecina - Az. Agr. Giovanni Chiappini, Bolgheri - Az. Agr. I Greppi ss, Castagneto Carducci - Az. Agr. La Cipriana, Castagneto Carducci - Az. Agr. Le Fornacelle, Castagneto Carducci - Az. Agr. Le Grascete, Castagneto Carducci - Az. Agr. Le Macchiole, Bolgheri - Az. Agr. Michele Satta, Castagneto Carducci - Az. Agr. Serni Fulvio Luigi, Castagneto Carducci - Batzella ssa, Castagneto Carducci - Campo alla Sughera di Knauf, Bolgheri - Castello di Bolgheri, Bolgheri - Donna Olimpia 1898 srl, Bolgheri - Fattoria Casa di Terra, Bolgheri Fattoria Terre del Marchesato, Bolgheri - Podere Grattamacco Collemassari SpA, Castagneto Carducci - Podere Greppi Cupi, Donoratico - Podere Sapaio sas - Castagneto Carducci - Poggio Al Tesoro srl, Bolgheri - Tenuta Campo Al Mare srl, Castagneto Carducci - Tenuta Campo al Noce, Bolgheri - Tenuta di Biserno srl, Bibbona - Tenuta Caccia Al Piano, Castagneto Carducci - Tenuta Ornellaia SpA, Bolgheri - Tenuta San Guido, Bolgheri - Villa Le Pavoniere Soc. Agr. Massi srl, Castagneto Carducci.


Cenni sul disciplinare di produzione Bolgheri Doc

Zona di produzione: il territorio amministrativo del comune di Castagneto Carducci per la parte ad est della SS1 Aurelia vecchio tracciato, in provincia di Livorno.
Tipologie:

Bolgheri Bianco: uve trebbiano toscano, vermentino e sauvignon dal 10 al 70% per ognuna, con eventuale aggiunta di altre uve a bacca bianca raccomandate o autorizzate per la provincia di Livorno, fino al 30%, con resa massima di 100 ql per ettaro. Gradazione minima 10,5%.

Bolgheri Vermentino: uve vermentino minimo 85%, altre max 15%, con resa massima di 100 ql per ettaro. Gradazione minima 10,5%.

Bolgheri Sauvignon: uve sauvignon minimo 85%, altre max 15%, con resa massima di 100 ql per ettaro. Gradazione minima 10,5%.

Bolgheri Rosso: uve cabernet sauvignon dal 10 all'80%, merlot max 70%, sangiovese max 70%; altre max 30%, con resa massima di 90 ql per ettaro. Gradazione minima 11,5%.

Bolgheri Rosato: come per il Rosso.

Bolgheri Vin Santo Occhio di Pernice: uve sangiovese dal 50 al 70%, malvasia nera dal 30 al 50% ed altre max 30%, con resa massima di 90 ql per ettaro. Gradazione minima 16%.

Bolgheri Superiore: qualificazione del Bolgheri Rosso se ottenuto con resa massima in uve di 80 ql per ettaro, presenti una gradazione alcolica minima complessiva di 12,5%, un estratto secco minimo del 24 per mille, ed un affinamento minimo di 2 anni, a decorrere dal primo gennaio successivo alla vendemmia, di cui minimo 1 in botte di rovere e almeno 6 mesi in bottiglia. Gradazione minima 12%.

Bolgheri Sassicaia: ottenuto da uve cabernet sauvignon 85% e cabernet franc 15%, con resa massima di 60 ql per ettaro, provenienti dalla sottozona Sassicaia, collocata nella parte collinare della Tenuta San Guido di Bolgheri, con un affinamento minimo di 2 anni di cui almeno 18 mesi in botte di rovere da 225 litri, e altri 6 mesi in bottiglia. Gradazione minima 12%.

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