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Vini a confronto

Sforzato di Valtellina Albareda 2003 Mamete Prevostini Vs/ Sforzato di Valtellina Canua 2003 Sertoli Salis

di Luigi Salvo

MappaArticolo georeferenziato

Ormai da tempo il vino che mi desta particolare interesse, vado a vederlo crescere in vigna, osservando con cura il territorio d'origine, i particolari metodi di conduzione dei vigneti, le tradizioni di vinificazione, chiacchierando con le persone che dedicano il loro tempo alla sua genesi, convinto che per capire fino in fondo il vino, bisogna frequentare il posto dove nasce e non basta avere i campioni della tipologia in studio per degustarli. Qualche anno fa folgorato dalla splendida Valtellina, ho particolarmente approfondito il suo studio per l'abilitazione a relatore dell'Associazione Italiana Sommeliers per la Lombardia, ed ho percorso in lungo e largo una realtà vinicola davvero affascinante.

Racchiusa fra le Alpi Retiche e le Orobie, per centoventi chilometri la Valtellina è percorsa dal fiume Adda, immissario del Lario, il suo versante in sponda destra è esposto al sole, ed è movimentato da bellissimi terrazzi e conoidi, con il tratto da Ardenno a Tirano, con la città di Sondrio al centro, che gode di un irraggiamento particolare e vi si coltiva da secoli la vite, rappresentando un'eccezione viticola, un vero caso di coltura specializzata al limite delle possibilità biologiche.
Sulle pareti scoscese della montagna, la vite è stata impiantata fino ad ottocento metri d'altitudine, aggrappata alla roccia, trattenuta da appositi muretti di pietra, che costituiscono le "terragne", ossia terrazze rettangolari costituiti d'argilla e di silicio, allineate e sovrapposte a gradoni, dette anche "inferni, dove i viticoltori hanno portato a spalla con le gerle, anche la stessa terra che le costituisce, e lentamente modificando il paesaggio agrario, hanno creato la più estesa viticoltura verticale d'Italia.
Un panorama stupefacente mi appare agli occhi attraversando la valle, i terreni di composizione sono di natura alluvionale o morenica, scarsamente fertili, permeabili, richiedono molta cura nella coltivazione e conferiscono in gran parte il carattere unico dei vini di Valtellina, il quale deriva però anche dai vitigni: il Chiavennasca ( Nebbiolo), il Pignolo o Pignola Vatellinese, il Rossola Nero, il Brugnola o Prugnola chiamato anche Fortana.

L'area di produzione è appunto localizzata sul versante retico, dove l'insolazione è superiore alle 1900 ore l'anno, le sottozone sono Sassella, Grumello, Inferno, Vagella, Maroggia, i vigneti sono paralleli alla linea di massima pendenza (ritocchino), con grappoli vicini al suolo (70cm) , ma per sfruttate al meglio i raggi solari, negli ultimi anni i vigneti sono stati anche organizzati in filari orizzontali (giropoggio), con viti più alte fino a 150 cm dal suolo, con gran densità d'impianto.
In Valtellina il 'Nebbiolo Chiavennasca" è il vitigno maggiormente diffuso, ma è da considerare un fattore molto importante, l'ampia variabilità ambientale, dovuta soprattutto alle variazioni, lungo il versante vitato, di quota, pendenza. orientamento, dà luogo a grandi differenze nei campi termici che si riflettono sul potenziale di maturazione dell'uva.

Lo Sforzato o Sfursat di Valtellina è il primo passito rosso secco italiano che vanta la "garantita", ossia la DOCG, ottenuta nel 2003 dopo un laborioso iter che ha visto impegnati i produttori.
La migliore collocazione della vigna è a 400/450 metri d'altitudine, la tecnica di produzione, ovvero la "forzatura" è simile a quella utilizzata in Valpolicella, le migliori uve selezionate sono portate a maturazione avanzata, raccolte e disposte su graticci, in locali asciutti e ben aerati denominati fruttai, e lì controllate per oltre tre mesi, eliminando gli acini rotti che possono marcire.
In questo periodo avviene il fenomeno dell'appassimento, l'uva perde intorno al 40% del proprio peso, diminuendo il contenuto in acqua ed aumentando il tenore degli zuccheri, producendo inoltre nuove sostanze aromatiche.

Le uve per disciplinare possono essere sottoposte a pigiatura dopo il 10 dicembre dell'anno della vendemmia, ma generalmente si procede con la pigiatura a Febbraio, cui seguono una lenta fermentazione grazie alla forza dei lieviti indigeni, e almeno 25 mesi di maturazione e affinamento prima in legno e poi in bottiglia. Una cassetta di 2 Kg. d'uva fresca sono trasformati in 1,2 Kg. d'uva appassita, dalla quale si ottiene una bottiglia di vino.

Lo Sforzato è un vino attorno al quale è in atto ormai da qualche anno un processo di rivalutazione e di maggior diffusione, ed esistono due fazioni con pareri contrapposti, una preferisce la produzione in maniera tradizionale, che adotti le antiche pratiche, tra le quali è prevista una più lunga stasi in legni di grandi dimensioni, l'altra che prevede una produzione un pò più moderna, più vicina al mercato ed al gusto dei consumatori, con macerazioni più brevi e l'utilizzo solo delle barriques, a volte nuove, allo scopo di ottenere un vino dallo stile più internazionale.
Ho testato e messo a confronto due Sforzato di Valtellina 2003 da Nebbiolo Chiavennasca in purezza, uno prodotto solo in barriques, l'altro in tonneaux e barriques:

Sforzato di Valtellina Docg Albareda 2003

Mamete Prevostini
Via Don Primo Lucchinetti 63 -23020 Mese (SO) Tel. 0343/41003 Fax 0343/41521
Alcol : 15%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno:Nebbiolo 100%
Data degustazione : 1/2006

Il vigneto dal quale deriva è situato nella zona più vocata della Valtellina viticola, la Sassella, terra molto rocciosa e ricca di minerali, che si scalda molto sotto il sole, per poi rilasciare questo calore alle viti al tramonto. Il vino è ottenuto esclusivamente con selezionate uve Nebbiolo Chiavennasca, poste ad appassire fino a Gennaio, cui segue la pigiatura e la fermentazione con 18 giorni di macerazione delle bucce sul mosto, e maturazione di 15 mesi in barriques nuove ed affinamento di 12 mesi in bottiglia. Versandolo nel bicchiere si presenta limpido e dal colore rosso granato vivo, di consistenza. L'impatto olfattivo è di mirtillo e lampone sottospirito, note speziate con cannella e vaniglia. In bocca ci si aspetta sicuramente qualcosa di più, si declina invece secco, caldo di buona morbidezza, il ritorno del frutto è però appena accennato, eccessivamente sovrastato dal legno, buona la mineralità espressa in un finale non connotato da sorprendente equilibrio e compostezza, dove il vitigno non si esprime a pieno.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@


Sforzato di Valtellina Docg Canua 2003

Sertoli Salis
Piazza Salis 3 - 23037 Tirano (SO) Tel: 0342/710404 Fax: 0342/710428
Alcol : 15,50%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno: Nebbiolo 100%
Data degustazione : 1/2007

Deriva da uve Chiavennasca raccolte in vigne di vecchio impianto nei comuni da Tresivio a Tirano.
Al momento della vendemmia i grappoli perfettamente maturi e sani, sono messi "a riposo" sulle mantavole per l'appassimento. Secondo l'andamento metereologico invernale e della concentrazione zuccherina raggiunta, l'appassimento è prolungato tra la fine di Gennaio e il mese di Marzo dell'anno seguente alla raccolta . Dalla pigiatura il mosto che si ottiene ha un'elevata densità zuccherina (25-30%), fermenta per circa due settimane a contatto con le bucce, il successivo affinamento avviene per 24 mesi in carati da 450 litri e barriques da 225 litri. Nel bicchiere si presenta limpido, dal bel colore rosso granato e con lacrime dense di gran consistenza estrattiva. Al naso è intenso e complesso, con un susseguirsi di fiori di sambuco, fruttato d'uva passita, aromi di sottobosco, tabacco, noce moscata e liquirizia. In bocca è estremamente elegante e raffinato, caldo di morbidezza, di gran velluto, dove la freschezza ancora presente si unisce alla mineralità ed a tannini misurati e precisi. Ricco al punto giusto, chiude con una persistenza aromatica intensa balsamica da gran vino.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@@

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Luigi Salvo nasce a Palermo il 16 Gennaio 1964, dopo gli studi scientifici e di medicina, agli inizi degli anni '90 durante il tirocinio in ospedale,...

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