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Nel 2008 in Veneto 60 milioni di presenze di cui il 60% di ospiti stranieri

di Redazione di TigullioVino.it

MappaArticolo georeferenziato

60.607.455 pernottamenti, il 58,87 per cento dei quali di ospiti stranieri, generati da 14.130.065 arrivi, dei quali il 60,42 per cento di turisti provenienti da Paesi esteri. Sono questi i numeri registrati nel 2008 dal turismo del Veneto, che con circa un sesto del totale nazionale si conferma di gran lunga la prima regione italiana dell’industria dell’ospitalità. “Sono numeri che, pur con un calo dello 0,2 per cento degli arrivi e dello 0,9 per cento delle presenze rispetto al 2007, segnalano una sostanziale tenuta del Veneto a fronte di un turismo italiano che appare nel suo complesso in forte difficoltà – sottolinea il Vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – e in presenza di una crisi economica su scala mondiale che farà certamente sentire i suoi effetti in un comparto di spesa non considerato strategico dai consumatori”.

“Non sappiamo né quali saranno le dimensioni di picco né quanto durerà la crisi in atto – aggiunge Manzato – ma è certo che è proprio questa la fase più cruciale per la nostra economia dell’ospitalità, italiana e veneta, sapendo che l’attuale congiuntura prima o poi finirà e i vantaggi della ripresa arriveranno soprattutto a chi avrà scommesso, con idee, innovazione, qualità e investimenti, su questo comparto. Noi, il Veneto, vogliamo essere della partita e stiamo per questo costruendo politiche e interventi finalizzati ad aggredire la crisi, proprio per non doverla subire. Per quanto ci riguarda la nostra attenzione è rivolta ad un settore economico che per il Veneto vale un indotto di 12 miliardi di Euro, 3258 strutture alberghiere con 209.000 posti letto, oltre a 1700 B&B con 8500 posti letto, 189 campeggi con oltre 158.000 posti letto, 624 agriturismi, 837 affittacamere e 37.000 unità abitative. Per fare un confronto con altri segmenti economici, con 416.000 unità di lavoro e un PIL regionale del 5,5 per cento, il settore turistico genera ricchezza tre volte e mezzo più dell’agricoltura e 3 volte più del tessile-abbigliamento”.

Sono queste le motivazioni per le quali il Veneto, Regione a statuto ordinario, ha aumentato in maniera consistente il budget per la promozione turistica, passato dai 12 ai 17 milioni di euro, mentre per il sostegno alla qualificazione delle strutture ha investito 12 milioni di Euro in un apposito fondo di rotazione. Sotto il profilo dei contenuti, sono state messe assieme le potenzialità e le risorse di turismo, agricoltura, identità veneta in modo da far valere la competitività del Veneto come insieme unitario. E la presenza alla BIT 2009 ha questo ulteriore significato: proporre un fronte compatto rispetto alla dispersione del passato per ottimizzare lo sforzo di tutti. “In un Veneto dall’offerta turistica completa, sempre accompagnata dalla bontà, qualità e varietà di cucina e produzioni agroalimentari di livello mondiale – afferma Manzato – questo poteva essere definito un processo ovvio, che però ha dovuto crescere nella consapevolezza che le distinzioni e le differenze presenti nel nostro territorio sono un valore aggiunto che aumenta quando sono messe assieme”. “Ci siamo anche attrezzati per conoscere nel tempo più breve i dati dell’andamento turistico – dice ancora Manzato – e per disporre pressoché in tempo reale di proiezioni per settori d’offerta, tipologie, localizzazioni che ci consentano di tarare in continuo la “macchina” dell’offerta e della sua valorizzazione”.

I risultati del 2008, ad esempio, confermano la crescita di interesse per i soggiorni brevi, dei week end e dell’offerta extralberghiera, il calo (è la prima volta) degli alberghi a 5 stelle e di lusso, che si è affiancato all’ormai costante ridimensionamento delle strutture ricettive di fascia bassa (alberghi a 1 e 2 stelle). Continua pure la diminuzione delle lunghe ferie di famiglia del passato, che però continuano ad essere le preferite nel settore balneare, che da solo vale oltre il 43 per cento dei pernottamenti in Veneto (per una cifra assoluta di 26.136.962). Si conferma una strutturazione diversa per il turismo delle città d’arte, formalmente in calo, determinate soprattutto da presenze più brevi. Tra le performance positive del comparto extralberghiero, si è riscontrata una maggiore vivacità per gli alloggi privati rispetto ai campeggi, che comunque segnano variazioni complessivamente positive sia negli arrivi che nelle presenze.

Se circa il 60 per cento del turismo veneto in termini di arrivi e presenze è determinato da ospiti stranieri (58.87 per cento delle presenze e 60,42 per cento degli arrivi), il 2008 ha fatto registrare variazioni anche notevoli rispetto ai Paesi di provenienza. I pernottamenti dei tedeschi, proverbialmente i migliori clienti del Veneto, sono calati del 2,5 per cento, diminuiti pure gli austriaci (del 7,3 per cento), gli inglesi (– 6,6 per cento) e gli statunitensi (– 18,6 per cento) penalizzati da un cambio sfavorevole rispetto all’Euro. Sono invece cresciuti del 12,5 per cento gli olandesi, al terzo posto nella graduatoria delle presenze dopo i mercati di lingua tedesca, del 16,3 per cento i danesi, del 18 per cento i russi in continua crescita e del 6,1 per cento i paesi dell’Est europeo. “Questo significa che nella riconsiderazione in atto a livello mondiale delle spese personali da destinare al turismo – dice ancora Manzato – ci sono mercati che rimangono aperti e disponibili di fronte ad un’offerta che garantisca qualità e soddisfazione, anche per le esigenze e le aspettative inespresse, in un contesto di compatibilità nel rapporto prezzo – qualità. Non possiamo inoltre dimenticare che la quota forte del nostro turismo, circa il 40 per cento, è italiana. Ed è a questi ospiti che soprattutto dedichiamo – conclude il Vicepresidente della Giunta veneta – la presenza del turismo della nostra regione alla BIT 2009”.


Fonte news: Regione Veneto

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