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Terroir e adattabilità del Syrah

di Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

Il Syrah è uno delle dieci varietà più coltivate e commercializzate in tutto il mondo. Si stima che la superficie coltivata sia superiore ai 150.000 di ettari. Con una forte personalità il Syrah dà origine a vini ricchi e complessi con una forte componente aromatica, a seconda del suolo, del clima e dell’arte della sua vinificazione. Quest’ uva è responsabile di alcuni dei più grandi vini rossi del mondo ed è oggetto di molte ricerche scientifiche, sperimentazioni, tecniche di marketing e di riflessioni.
Il Syrah trova la sua prima area di coltivazione nella Valle del Rodano tra la città di Valence e Vienne. Qui i vignerons riescono a fare esprimere a questo particolare vitigno tutte le sue potenzialità qualitative. Studi effettuati indicano le sue origini nella regione del Mediterraneo Orientale. Trova le sue condizioni pedo-climatiche ideali nella regione del Rodano nella zona di Tain l’Hermitage.

Gli studiosi sono quasi tutti concordi che il Syrah è stato importato dal Medio Oriente dove è nata la Vitis Vinifera. Per altri è originaria dell’Egitto (si narra che la reggina Cleopatra era amante del Syrah), da qui Probo l’avrebbe portato in Gallia passando per Siracusa (un’ipotesi del suo nome), anche i Greci l’avrebbero diffuso dopo che fu fondata la città di Siracusa. Altri ancora imputano le sue origini nella città di Shiraz in Persia (oggi Iran), ma qui non è presente questa cultivar; si è riscontrato un vitigno dal nome Schirazi nell’Azerbaidjan iraniano è risulta a bacca bianca e con acino molto grosso. Crociati, provenienti da Cipro e di ritorno dalla Terra Santa si sarebbero fermati nella cappella di San Cristoforo ubicata nella Valle del Rodano nella regione del Tain, e qui avrebbero impiantato un vigneto a Syrah con delle talee che avevano trasporto nelle selle dei loro cavalli.

Un’altra origine del Syrah la propone Levadoux mettendo in evidenza che, gli Allobrogi si dedicavano alla viticoltura ed al commercio del vino sulle rive del Rodano, questi, vendevano i loro prodotti sui mercati di Roma. Sempre Lavadoux mette in evidenza l’esistenza di alcune testimonianze di importanti autori latini e greci quali, Marziale, Plutarco è soprattutto Plinio il Vecchio. Riscopre l’esistenza di antichi testi dove viene identificato un vino dal gusto di pece che matura tardivamente prodotto da un vitigno ad uva nera chiamato Vitis Allobrogica o Picata (Picata è una pianta rara, è il gusto di un cibo prelibato che può avere delle proprietà anche medicamentose) questa, quando viene spostato dal suo luogo di origine perde le sue qualità.

Lavadoux afferma che il vitigno Mondeuse ed il Syrah hanno caratteristiche morfologiche somiglianti. Lavadoux clessificò i vitigni in famiglie, e diede spiegazione delle molteplici varianti del nome Syrah; Syra, Sirah, Cyrac, Serene, Serine, con questa spiegazione metterebbe in discussione le origini Medio Orientali del vitigno, sostiene che, la Vitis Allobrogica è una pianta tardiva resistente ai freddi che ha origine nella regione del Rodano e con precisione nel Dauphinè. Altri ancora affermano che il Syrah è un discendente di due varietà francesi; la Durezza e la Mondeuse Blanche o Donnine. La Durezza è una varietà diffusa nella Drome nell’Arache in Francia.

La Mondeuse è originaria della Savoia, se i vigneti riescono ad avere le condizioni ottimali, ben esposti alla luce del sole per poi potere essere indirizzati verso una buona maturazione, possono scaturire dei vini densi ben strutturati e forti.
La Mondeuse in Italia è conosciuta in Friuli, dove le caratteristiche di dura aggressività, dovute all’alto contenuto di tannini e d’acido tartarico ne fa scaturire un pregio ed è chiamata Refosco, fa parte della Doc Grave del Friuli e Latisana. Il clone migliore è senza dubbio il Refosco dal Peduncolo Rosso.

La Mondeuse viene coltivata anche in Sicilia sul Vulcano Etna dove, si esprime in maniera inequivocabile per le caratteristiche di questo Terroir. Ulteriori studi più recenti indicano che il pedigree del Syrah è composto da Mondeuse Nero e Viogner. E’ stato riscontrato anche un clone con acino ellissoidale chiamato Syrah de Chateaubourg. Un tempo, in Francia i vignerons di una certa esperienza si erano persuasi dell’esistenza di un Petit Syrah che aveva caratteristiche qualitative superiori alla Grosse Syrah, perché meno vigoroso e quindi meno produttivo. Oggi si è consapevoli che queste differenze morfologiche non sono altro che differenti cloni di Syrah.

Le caratteristiche “d’adattabilità del Syrah” lo rendono ben produttivo in zone di freddo temperato e in zone molto calde. Esistono produzioni di vini Shiraz ai tropici nel nordest del Brasile, qui è studiato e posto sotto sperimentazione per potere stabilire il potenziale del suo grado d’adattabilità alle diverse condizioni ambientali, territoriali e climatiche.

Questo vitigno in Cile si esprime molto generoso sotto il profilo quantitativo, ed è sensibile alle malattie per la sua delicatezza. Sin da quando il Syrah ha fatto la sua comparsa, i viticoltori cileni hanno cercato di trovare il luogo ideale dove coltivarlo per cercare di ottenere il massimo dalla sua qualità espressiva. A causa del suo elevato vigore e per la tendenza che ha sempre mostrato ad essere suscettibile agli attacchi di Botrytis Cinerea, la maggior parte dei vigneti sono stati impiantati su suoli con un buon drenaggio.

Una delle caratteristiche che fa del Cile “Il paradiso della viticoltura” è, la totale assenza della filossera che rende inutile l’uso del portinnesto, quindi ci si trova davanti piante vigorosissime e molto longeve. Per l’impianto di un nuovo vigneto è sufficiente inserire le talee nel terreno, subentra così la facilità e la sicurezza del clone già “adattato”, ed i tempi della cultivar per entrare a pieno ritmo nel ciclo produttivo sono dimezzati. In ogni caso la cultivar Syrah non crea grossi problemi di non affinità d’innesto, perché ha un’ottima capacità di compatibilità nelle connessioni vascolari. Un altro aspetto fondamentale nel Cile è l’escursione termica, dovuta alla discesa notturna dell’aria fredda dalle Ande. L’escursione è così ampia e repentina che colpisce la maggior parte del territorio cileno. Questo fattore così importante arricchisce e caratterizza la definizione dei profumi del vino.

La Curicò Valley ha il ciclo vegetativo più breve ed il clima più continentale di tutto il Cile. Il suolo è prettamente argilloso ed i vigneti sono irrigati a solco approfittando anche dello scioglimento delle nevi Andine. Questo genere di approvigionamento era già stata usata nell’antichità dagli agricoltori Inca che, progettarono una rete di canali per sfruttare tale scopo. Qui gli impianti sono in parte frutto di reinnesti del Syrah sul Cabernet ed in questo caso è stata trasformata anche la forma d’allevamento, si è passati dall’alberello alla controspalliera. Rapel Valley è una delle zone con il clima più caldo del Cile, i suoli sono tendenzialmente argillosi con in parte contenuto di sabbia, ma con fertilità tendenzialmente alta.

Nella Maipo Valley il Syrah è destinato sia nei suoli più fertili sia in quelli meno fertili e le rese per ettaro rimangono sempre al di sotto degli 80 quintali, nei suoli più fertili per mantenere la produzione entro i limiti, e per ottenere maggiore qualità, si ricorre al diradamento dei grappoli.

Nell’ Aconcagua Valley convivono insieme gli alberelli e le contro spalliere, qui alla fine del XIX secolo fu formata la più grande azienda vinicola del mondo, dalla famiglia Erràzuriz a Panquehue e nel 1993 sono state le prime aree del Cile ad essere state coltivate a Syrah. I viticoltori cileni si mostrano sempre più aperti alla sperimentazione e sono anche alla costante ricerca di terreni meno fertili che diano uve più adatte ad un prodotto di qualità. Sorgono vigneti di Syrah nella fascia costiera ( Limarì ) ed altri ad altititudini di oltre 2000 m.( Elqui ).

Sono stati riscontrati nel perimetro di vigneti cileni danni provocati dai calabroni che lacerano gli acini per nutrirsi ( lo stesso danno lo provocano le vespe ), questi grappoli danneggiati possono indurre al futuro vino un’elevata acidità volatile. Per combattere i calabroni si usano delle trappole a forma di bottiglia contenente all’interno del miele, i calabroni, attirati dal forte odore entrano all’interno delle bottiglie per nutrirsi rimanendo intrappolati. Questa tecnica di cattura e stata carpita dal comportamento istintivo che quest’ insetti, della famiglia dei vespidi hanno in natura. L’introdursi negli anfratti, nelle fessure, nelle crepe o meglio ancora nei fori delle canne di bambù per nutrirsi, deporre le uova o riposare.

La nascita della viticoltura Australiana, coincide con l’arrivo dei primi coloni nel 1788 che portarono barbatelle dal Brasile e dal Sud Africa. Lo Shiraz in Australia assume una posizione leader, divenendo in assoluto, la cultivar più coltivata del paese. L’Australia ha il clima temperato adatto alla viticoltura, con una temperatura estiva simile a quella presente nelle zone di Bordeaux o del Piemonte, con terreni argillosi e fertili.

Barossa Valley – è situata al sud dell’Australia dove le più grandi aziende di quest’area possono essere paragonate a quelle della Central Valley Californiana. Sono stati trovati vigneti di Shiraz in questa zona con età stimata dai 50 ai 100 anni.

Hunter Valley – situata 80 miglia a nord di Sydney, si trova all’incirca, sulla stessa latitudine di Rabat (Marocco) . E’ la più conosciuta zona viti-viniocola Australiana. Il clima molto caldo, viene mitigato dalla brezza serali provenienti dal mare. Questo genere di escursione termica tra il giorno e la notte e con queste caratteristiche, fa si che questo Shiraz abbia una nota distintiva rispetto alle altre produzioni, infatti, e moderatamente tannico e longevo come i Syrah provenienti dalla Valle del Rodano in Francia.

Clara Valley – per il suo clima continentale è apprezzata per la produzione di Reasling che presenta dei connotati aromatici molto intensi. Il clima è favorevole alla produzione d’uve rosse quali Shiraz, Cabernet Souvignon e Malbec. I vini invecchiati di questa zona presentano un aroma più intenso e distinto, si mettono in evidenza sentori di pepe bianco, menta e frutti rossi.
Coonawarra Valley – è collocata all’estremo sud-est dell’Australia meridionale. Presenta clima freddo ed il suolo ha matrice litologica calcarea (terra rossa) gli indigeni della zona la ritengono una delle migliori zone vocate al Cabernet Souvignon. Naturalmente anche il Shiraz cresce molto bene in quest’area, è spesso un prodotto d’uvaggio per il Cabernet Souvignon.
Gli impianti per uve di qualità (adatte all’invecchiamento) sono sempre più in evoluzione.

Il Syrah è considerato il vitigno a bacca rossa più importante per la viticoltura australiana, ha la resa qualitativa più alta perché sia che si trovi in irriguo che in asciutto si è saputo adattare meglio delle altre varietà, producendo vini di buon colore e struttura con un aroma intenso e tipico di queste terre. Un grosso contributo è dato dalle università enologiche australiane che mettono in cantiere squadre di tecnici qualificati che si espandono nelle cantine dell’emisfero settentrionale.

Lo Shiraz è adatto per il Sud Africa perché ama i climi caldi, questo clima soleggiato porta ad un aumento della maturazione fenolica al momento del raccolto, e un maggiore tenore alcolico dando vini di un carattere indiscusso. Hanno carattere speziato i Syrah di Beokenhouskloof che sono simili a quelli della Valle del Rodano, mentre quelli prodotti da Saxenburg e Fairview sono più ricchi, dolci e spesso barricati. Più a nord all’interno del distretto di Pearl vi sono dei terreni isolanti in quota, dove l’escursione termica è molto accentuata, qui il Syrah si è adattato esprimendo un carattere un po’ più duro con dei profumi particolari ed interessanti. La viticoltura in questo paese si è molto migliorata, producendo anch’essa le più alte espressioni di Shiraz al mondo.

Il Syrah fu importato in California per la prima volta nel 1870 da J.H. Drummond che era un capitano dell’esercito Britannico in pensione. Egli si stabilì nella Sonora Valley dove iniziò a produrre un vino che era un uvaggio di Shirah e Masrsanne, una varietà a bacca bianca proveniente anch’essa dalla Valle del Rodano. Egli chiamò questo vino Hermitage.

Altri viticoltori del nord della California pochi anni dopo iniziarono a produrre Syrah. Nel 1880 un vivaista di nome Durif sviluppò una varietà che era un incrocio tra Poloursin e Syrah. Nel 1884, un gentiluomo di nome McIver iniziò ad importare la varietà Durif in California.

I produttori della Valle del Rodano chiamarono il vero Syrah, Petit Syrah perché aveva gli acini ed anche i grappoli più piccoli, così facendo i commercianti di uve potevano distinguere i due prodotti; McIver chiamò il Durif, Petit Syrah; da qui fu creata un po’ di confusione. Nel 1890 la Fillossera distrusse la maggior parte dei vigneti di Sonora e mise a repentaglio l’esistenza stessa dei vigneti di Syrah in tutta la California. Durante la fase di ricostruzione post-filloserico, ad essere reimpiantato fu il Petit Syrah e non il Syrah. Dopo il 1915, sembra non vi fosse più menzione del Syrah originale. Una piccola quota tuttavia continuò ad esistere e non ve ne fu traccia neanche nelle mappe fino a quando Joseph Phels non scoprì un piccolo vigneto di Syrah. Phels acquistò quest’uva nel 1974 e pose così le basi per la rinascita del Syrah in California. Nel 1978 le statistiche parlavano di “Syrah Francese”, ma nel 1982 fu semplicemente chiamato Syrah.
Central Valley - in termini di ettari impiantati questa è la più grande regione produttrice di Syrah in California. Quest’area include anche la Sacramento Valley che produce solo una piccola quantità di vino e la San Joachin Valley che è tra le zone più produttive del mondo. La Madera Country è la prima in California in termini di Syrah impiantati ed in generale si dovrebbe collocare al terzo posto per estensione di vigneti dopo San Joachin e Fresno.

Clarksburg - collocata lungo le rive del fiume Sacramento il clima della zona è segnato dalle brezze marine che giungono dalla baia di San Francisco. Queste brezze fredde provvedono a fornire un microclima ottimale per la crescita dei vigneti.

Central Coast - paragonata alla Central Valley la sua produzione è simile in termini quantitativi, ma di gran lunga superiore in fatto di qualità.

Monterey Country – le condizioni uniche di crescita della zona hanno spinto i produttori attraverso tentativi ed anche in un certo senso errori a trovare la cultivar che meglio delle altre potesse adattarsi a queste particolari condizioni pedo-climatiche. Questa zona che è stata rinomata per la produzione dei vini bianchi, si è affacciata sempre più al mondo del Syrah.

La Salinas Valley è caratterizzata dalla presenza di venti freddi ancora di più rispetto alla Valle del Rodano. Questo insieme di fattori, e soprattutto l’ enorme capacità di adattamento che il Syrah ha dimostrato di avere alle più diverse aree di coltivazione in tutto il mondo.

Napa Valley – si distende per circa 40 miglia dalla Baia di San Francisco verso Mount St. Helena. La Napa Valley è considerata una delle zone di produzione viti-vincola più vocata del mondo. E’ molto conosciuta per il suo Cabernet Souvignon, ma si è affermata sempre di più anche per il suo eccellente Syrah.
Al di fuori della California un numero consistente di stati si sono affacciati alla coltivazione del Syrah : Oregon ,Virginia, New York, Colarado e Woshington . I viticoltori erano, dapprima, riluttanti ad impiantare il Syrah nella parte est dello stato poiché ritenevano che l’inverno così rigido potesse addirittura essere letale per le piante. Poi però la tendenza iniziò a cambiare pensando che proprio queste caratteristiche pedo-climatiche potessero imprimere a quel vino delle peculiarità che difficilmente si sarebbero potute sviluppare altrove. Oggi si è consapevoli delle potenzialità di questo vitigno nello stato di Washington e quindi dell’adattabilità del Syrah.

Francia – Le radici della coltivazione del Syrah si trovano nel nord della valle del Rodano tra Hermitage e Cote Rotie . Nella zona sud del Rodano il Syrah è spesso utilizzato in uvaggio. Fuori dal Rodano, nella Languedoc Roussillon viene prodotta una quota sempre maggiore di Syrah di qualità. In un quarto di secolo la viticoltura del sud della Francia ha completamente cambiato aspetto ed in particolare proprio in questa regione. La maggior parte dei vigneti delle pianure sono stati ristrutturati in modo da poter abbandonare la massiccia produzione di vini da tavola. L’impianto di vitigni internazionali ha permesso la produzione di vini da vitigno sotto la denominazione di “ Vin de Pays d’Oc”.

Durante questo periodo, sulle colline, anche la viticoltura con Denominazione d’Origine Controllata si è evoluta privilegiando rendimenti scarsi, macerazioni prolungate e l’utilizzo sempre più frequente delle barrique. I vitigni Granache e Syrah sono diventati prevalenti negli assemblaggi.

Nord del Rodano - le denominazioni sono: Hermitage, Cote Rotie, Crozes-Hermitage, Cornate e St. Joseph. Il Syrah è l’unica varietà a bacca rossa permessa nella zona del nord del Rodano, ma indipendentemente della denominazione, una piccola quota di vini bianchi ( sempre del Rodano ) può essere miscelata al Syrah. L’inverno rigido e le estati calde condizionano le uve ed inoltre molti dei migliori vigneti del nord del Rodano sono impiantati su pendii molto ripidi per sfruttare al massimo la luce solare. Poiché i vigneti si trovano nella parte più fredda della Valle del Rodano, la cultivar per la sua crescita conta sui venti caldi che provengono dal Mediterraneo.

Le denominazione del nord del Rodano, Hermitage e Cote Rotie, spiccano per la qualità superiore dei loro vini. Si dice che i vini dell’Hermiitage rappresentano la quinta essenza del Syrah, infatti questi nel IX secolo venivano usati come “win medicin” per i vini di Bordeaux poiché apportava loro, la struttura, il colore e l’aroma fruttato. Il Cote Ronè rappresenta uno dei vini monovarietali del Rodano più costosi. Mi preme sottolineare che anche il Nero D’Avola è stato usato e definito dai francesi un “ win medicin ”.

Sud del Rodano – E’ diviso dal nord dal fiume stesso. Quest’area è pianeggiante e viene maggiormente influenzata dal Mare Mediterraneo. Qui la maggior parte dei vini sono degli assemblati. Il Grenache, che è la varietà maggiormente diffusa viene mescolata in uvaggio con il Syrah perché questo apporta longevità al vino. Altre varietà utilizzate per gli uvaggi sono: Carignane, Cinsaut e Monvedre. In questi “blends” il Syrah contribuisce a dare la struttura insieme alla complessità aromatica dei frutti e delle spezie.

La denominazione del sud del Rodano comprende lo Chateauneuf-du-Pape, Gigondas, Vasqueyras e Cotes-du Rhone Villages. Chateaneuf-du-Pape è la regione più importante, non solo per la grande qualità del vino, ma anche perché è ricca di storia. Fu qui ad Avignone che il papato si stabilì dopo aver lasciato Roma. Durante questo periodo i vini di questa regione ebbero un notevolissimo slancio qualitativo. Nello Chateauneuf, il Syrah viene miscelato con più di venti altre varietà.

Languedoc-Roussillon – E’ la patria dei vigneti Francesi di maggior pregio. La varietà predominate è il Carignano seguito dal Grenache. Il dipartimento del Gard e dell’ Herault è apprezzabile per aver effettuato interessanti studi sul Syrah. Lo spostamento del Syrah dal nord della Valle del Rodano verso il sud ha provocato un cambiamento nel bouquet dei vini dovuto anche al terroir, si ottengono vini differenti ed il Syrah appare come un elemento essenziale per l’assemblaggio, apportando la sua intensità aromatica, e trova un interessante espressione allorché miscelato con il Granache ed il Cinsaut.

E' ormai un dato di fatto che, la Spagna ed i suoi vini sono sempre più diffusi e apprezzati. E' un luogo ideale per la coltivazione della vite, più dell'80% dei vigneti di questo territorio si trovano, ad una altitudine superiore rispetto alle più importanti zone vinicole francesi. Spesso le viti vengono piantate ad una distanza maggiore di quella che usualmente si usa fare negli altri paesi. Questo fattore e dovuto all'aridità del terreno, per un'eccessiva mancanza di sostanze nutritive. Ed è anche questo il motivo per la quale la Spagna capeggia per estenzione di territorio vitato nel mondo, ma non per quanto riguarda la quantità di vino prodotto. Anche qui il Syrah si è adattato, la sua produzione viene spesso utilizzata in assemblaggio, ma in purezza si esprime con una somiglianza al Syrah adattatosi in Sicilia.


L’Italia offre un panorama straordinario ed un unico connubio tra “ terroir-vitigno-produttore” che nessun altro paese al mondo è capace di offrire con tale intensità è diversità allo stesso tempo. I vitigni internazionali hanno dato sicuramente un contributo decisivo alla realizzazione del progetto di rinascita. Infatti l’internazionalizzazione dei vitigni autoctoni ha reso i nostri vini sempre più graditi al gusto del consumatore internazionale, valorizzandoli al massimo senza appiattirli, ma uniformandoli a quelle che sono le tendenze dell’enologia internazionale.

L’esportazione è una necessità di sopravvivenza per tutto il comparto viti-vinicolo soprattutto al sud. Dall’unione dei grandi vitigni internazionali ed i vitigni autoctoni italiani è emersa una grande realtà che mette sempre più in luce anche il comparto enologico italiana. In Toscana si è sentita l’esigenza di coltivare il Syrah, come altri vitigni internazionali, per migliorare la qualità di certi vini prodotti da uve Sangiovese. Molti degli impianti di Sangiovese realizzati dopo la seconda guerra mondiale si basarono sull’utilizzo di cloni provenienti dalla vicina Emilia-Romagna. Questi sono dei cloni molto produttivi, ma la cui qualità lascia a desiderare, per cui è stato necessario ricorrere all’utilizzo di vitigni internazionali come il Syrah per potere migliorare la qualità dei vini, sopperendo a quella carenza di colore, di grado alcolico e di struttura che un vitigno come il Syrah riesce a donare. Vitigni come questo non coprono il Sangiovese (come altri vini da vitigni autoctoni italiani), ma anzi lo esaltano. Un altro assemblaggio risulta molto interessante ed è il Syrah con l’Alicante che dà un ulteriore tocco di mediterraneità.

IL Syrah viene usato in numerose DOCG, DOC e IGT del nostro paese, le normative con le opportune raccomandazioni sono sancite nei rispettivi Disciplinari di Produzione dei diversi territori d’appartenenza.

In Sicilia il Syrah ha trovato condizioni pedo-climatiche eccellenti, per cui la sua coltivazione si è diffusa in maniera molto rapida. Da circa un decennio ha conquistato un posto d’onore nell’elite dei vini d’eccellenza siciliani (e non solo) grazie alle sue caratteristiche di grande concentrazione, morbidezza, densità dei tannini spesso anche ingentilito dall’uso sapiente dell’affinamento in legno. E’ riconosciuto per il suo gusto speziato, sentori di sottobosco (mora e prugna), talvolta anche accompagnato da note balsamiche e di liquirizia, cacao amaro e caffè. Queste sue caratteristiche, ed anche quelle di altre cultivar internazionali, hanno contribuito alla rinascita della viticoltura siciliana che ha ormai abbandonato in maniera irreversibile la produzione dei vini da taglio e la coltivazione dei tendoni fatta di grandi quantità prodotte e destinate soprattutto alla distillazione, per passare alla così detta terza epoca della viticoltura siciliana, il cui fine ultimo è quello di produrre un vino di qualità immagine di questa straordinaria terra.

Spesso viene usato in assemblaggio con i vitigni autoctoni come il Nero D’Avola aggiungendo struttura ed eleganza, oppure con i vitigni internazionali come il Cabernet Souvignon ed il Merlot, stemperando le caratteristiche un po’ selvatiche dei due. Il Syrah è vinificata anche in Rosé, ne esce fuori con un carattere giovanile, brioso, e con i colori del tramonto che lo rendono romantico.

Sono d’importanza fondamentale, per il miglioramento qualitativo delle uve, la giusta scelta del clone da impiantare, il sistema di allevamento, le tecniche culturali, e un elemento che copre un ruolo d’importanza fondamentale è l’acqua. Molteplici studi hanno dimostrato che la dimensione finale dell’acino dipende dall’apporto idrico. E’ ormai risaputo che, nel periodo della maturazione dell’acino è consigliabile ( condizioni climatiche permettendo), sottoporre la cultivar sotto “stress idrico”, ( anche se qui ci sono diverse scuole di pensiero) in questa fase finale della maturazione, il pedicello perde ancor di più la capacità di conduzione dell’acqua, dovuta all’atrofizzazzione dei vasi xilematici, ed ha inizio un processo di raggrinzimento del frutto, così che il livello degli zuccheri sale per la concentrazione del succo cellulare. L’acino avrà una perdita drastica del peso e del volume; si è stimato che sia sull’ordine che varia dal 20% al 30% . In queste condizioni si sviluppano dei composti fenolici che svolgono un ruolo di fondamentale importanza sia per la qualità delle uve, e di conseguenza del futuro vino, e il modo particolare questi composti (antocianine e tannini), si evolveranno in fase di vinificazione influenzando le caratteristiche organolettiche.

Il Syrah è un vitigno che merita le dovute attenzioni perché spesso la produzione è molto abbondante ed anche la sua vigoria, quindi, può essere messa a repentaglio la sua qualità, d’importanza fondamentale per ottenere un prodotto di qualità il diradamento dei grappoli. Oggigiorno nella maggior parte delle zone viticole del Pianeta c’è una ricerca per la rivalorizzazione dei vitigni autoctoni e antichi, e in particolar modo si cerca il recupero i vitigni in via di estinzione.

Mi piace fare notare che: l’adattabilità della cultivar Syrah alle diversificazioni territoriali, ed anche alle differenti condizioni climatiche ed ambientali e ad altre cause come: lo “stress” dato dalla mancanza idrica o dai terreni poco fertili o dai venti o dagli sbalzi termici, dai parassiti, dalle malattie ecc…, lo pongono in condizioni “limite o estreme” per la sopravvivenza. Questa condizione può far scaturire una maggiore “forza di resistenza alle avversità”, ne consegue un miglioramento all’adattabilità ed alla longevità. Questo fenomeno può essere riscontrato anche in certi esseri umani. Le condizioni limite o estreme possono far sprigionare un’energia interiore che darà una risultante altamente qualitativa.
Questa similitudine o analogia comportamentali si possono riscontrare: nella cultivar, nel vino, ed anche nell’essere umano.

Ho notato di persona e in certe condizioni che, alcuni vini da cultivar Syrah hanno una sensibilità particolarmente accentuata, avendo, un’inclinazione e una predisposizione al cambiamento dell’umore, essendo anche un po’ suscettibile. Con queste sue particolarità caratteriali ne esce fuori con un carattere deciso. Come certi esseri umani.

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8 Commenti

Inserito da Luca Risso

il 26 febbraio 2009 alle 10:07
#1
Ciao Maurizio,
A quale Mondeuse ti riferisci? Quella bianca genitrice del Syrah o quella rossa erroneamente - pare - scambiata in California con il refosco?
Luk

Inserito da Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

il 26 febbraio 2009 alle 10:15
#2
Mi riferisco alla Mondeuse che si coltiva anche in Italia - Refosco - bacca rossa.

Inserito da Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

il 26 febbraio 2009 alle 10:36
#3
Sono menzionate entrambe sia la bianca cioè la genitrice, che la rossa cioè il Refosco. Mi stimola di più la Mondeuse rossa perchè la ritrovo nel mio territorio con caratteristiche molto particolari, e in ogni caso la posso degustare.
Ciao

Inserito da Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

il 26 febbraio 2009 alle 10:51
#4
Caro Luk,
Mi hai messo una pulce nell'orecchio.
Tu parli che è scambiata erroneamente come Refosco in California, io non conosco quest'errore, allora ti chiedo umilmente di essere Erudito.
Se sai qualcosa parla, o meglio scrivi.
Maurizio

Inserito da Luca Risso

il 26 febbraio 2009 alle 11:34
#5
Mi pareva, a memoria (ma ultimamente fa abbstanza cilecca), che la mondeuse fosse stata impiantata in California con il nome di refosco a causa di un errore, essendo in pratica però due vitigni diversi.
Luk

Inserito da Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

il 27 febbraio 2009 alle 00:31
#6
Ciao Luk,
La Mondeuse Noir e il Refosco dal Peduncolo Rosso sono identificati come se fossero uguali per le caratteristiche molto simili del vino, perché, in effetti, le analisi del DNA stabiliscono che le due varietà non sono le stesse, anche se condividono uno stretto rapporto.
La Mondeuse noir è molto simile al Muscardin che è del sud del Rodano.
Ed è probabile che sia stato portato il Refosco, invece della Mondeuse per errore o inconsapevolmente in California.
Maurizio

Inserito da Maurizio Aguglia EssenzialmenteVino!...

il 27 febbraio 2009 alle 08:16
#7
E' probabile che il Refosco sia stato portato in California da emigranti Italiani del Friulani nel periodo del dopo guerra. Era consuetudine portarsi appresso un animale,uccellino, gatto, ecc..., oppure una pianta, cioè un legame affettivo della propria terra. Considerando che, la maggioranza degli emigranti Italiani erano contadini. In pratica quasi la stessa cosa che hanno fatto i Crociati.
Maurizio

Inserito da Fabio Cadelano

il 22 gennaio 2013 alle 16:40
#8
Anche in Sardegna viene utilizzato per produzioni di nicchia.
Ad esempio lo scorso Novembre l'azienda Pala ha fatto nuovo un accattivante prodotto il Thesys.
Composto da: Bovale 80% e Syrah 20%. Incontro tra occidente e oriente.

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