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Kajd 2008 Alessandro di Camporeale / Lusirà 2008 Baglio del Cristo di Campobello

di Luigi Salvo

E’ noto che i vitigni autoctoni comunicano al meglio un territorio nel bicchiere generando un appeal tutto particolare, ma è pur vero che se un internazionale riesce ad adattarsi particolarmente bene ad un dato microclima e ad esprimere diversità e particolarità non lo si può non apprezzare. Il vitigno in questione è il Syrah e la zona di produzione la Sicilia.

Oggi il Syrah è coltivato in quasi tutto il territorio vitivinicolo mondiale, anche se la sue migliori espressioni provengono dalle appellations Cote Rotie ed Hermitage della valle del Rodano in Francia, le sue origini sono controverse, s’ipotizza la sua provenienza dall’Iran mentre altra tesi ritiene che le sue radici storiche siano legate al territorio di Siracusa dal quale si è poi disperso per poi essere reintrodotto in Italia dalla vicina Francia. Chiamato Serine o Serene era spesso confuso con la Mondeuse, denominata fino alla fine di quel secolo "Grosse Syrah", il suo nome attuale gli fu dato nella prima metà dell’800, con la creazione delle prime collezioni ampelografiche francesi in seguito all’arrivo della fillossera.

Arrivato in Italia solo a metà degli anni ottanta, la regione nella quale si è più largamente diffuso è la Sicilia con circa 5400 ettari d’estensione, pari a circa il 5% della superficie vitata regionale. Sono circa un centinaio le etichette siciliane monovarietali e poco meno gli uvaggi polivarietali che hanno la presenza del vitigno Syrah tra il 15 e l’80%, sia in abbinamento a vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot, che ad autoctoni quali Frappato e soprattutto Nero d’Avola, che risulta ammorbidito e piacevole dai tagli con Syrah già a partire dal 15% in volume.

Fra i tanti vini da Syrah siciliano è possibile degustarne sia di banali, concentrati e legnosi privi di alcuna finezza ma anche campioni di grande eleganza che riescono ad esprimere una compiuta territorialità, un gusto decisamente unico e marcato con una bella espressione del vitigno, frutto del legame con il particolare luogo d’origine, di attente conduzioni in vigna, di vinificazioni scrupolose e di dosaggi puntuali dei legni.
Due in particolare i vini sui quali riporre attenzione, provengono da due aree geografiche diverse della Sicilia, entrambi autentici fuoriclasse mediterranei dell’uva Syrah.

Kaid 2008
Alessandro di Camporeale
Contrada Mandranova 90043, Camporale (Pa) - Tel: 092437038
Alcol : 14%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno: Syrah 100%
Data degustazione : 02/2012 Prezzo medio in enoteca € 14

L'azienda Alessandro di Camporeale si trova nella Sicilia occidentale, in provincia di Palermo, trentacinque ettari sulle bellissime colline che sovrastano la pianura di Mandranova. I terreni di produzione sono argillosi e calcarei, i dieci ettari di Syrah sono caratterizzati da forti escursioni termiche tra giorno e notte. E’ tra le prime aziende siciliane ad aver creduto nelle potenzialità di questo vitigno in Sicilia, le uve vendemmiate a mano sono vinificate a temperatura controllata, il vino è affinato in barriques per 10 mesi.
Nel bicchiere già dal suo colore rubino profondo e luminoso esprime le sue origini, al naso è tutt’altro che banale, spazia dai classici sentori speziati, di mora, ribes, prugna ottimamente conditi da sensazioni di viola, tabacco, grafite e note mentolate. Al palato è pieno ma non pesante, intenso con freschezza e tannino che lasciano pensare ad un’ottima evoluzione. Bello il finale, un mix equilibrato di sensazioni gusto-olfattive. Godibilissimo

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@


Lùsirà 2008
Baglio del Cristo di Campobello
Contrada Favarotta SS 123 km 19+200 90023, Campobello di Licata (Ag) Tel:0922877709
Alcol : 14,50%vol. - Bottiglia : 0,75 l - Vitigno: Syrah 100%
Data degustazione : 02/2012 Prezzo medio in enoteca € 21

Nell’agrigentino a Campobello di Licata la famiglia Bonetta coltiva la vigna da tanti anni, tra i filari a pochi passi dal vecchio baglio di campagna vi è un grande crocifisso meta di pellegrinaggio, da qui il nome dell’azienda Baglio del Cristo. I trenta ettari sono caratterizzati da terreno calcareo e gessoso, qui l’internazionale Syrah si fonde con il territorio, così il nome del vino, curato dell’enologo Giuseppe Lentini con la consulenza di Riccardo Cotarella, diventa “Lusirà”. Le uve sono selezionate in cassetta, pigiate in modo soffice, sono effettuati rimontaggi continui per un’estrazione ottimale. Il tempo di macerazione è di circa 18 giorni a temperatura controllata, il vino è elevato15 mesi in barriques di rovere francese di cui 1/3 nuove. Vivo colore rubino scuro, al naso esprime tutta la sua territorialità, intense note di ribes, mora, seguite da spezie scure, tabacco, liquirizia, sensazioni mentolate e giusta vaniglia. L’elegante palato mostra la morbidezza del Syrah insieme con precise note fresche e sapide, tannino appagante in un lungo piacevole finale di frutto e spezie che invoglia al nuovo assaggio.

Voto di TigullioVino.it (da 1 a 5 chiocciole) : @@@@
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